Aria
di primavera sempre più forte, e con essa, come tutti gli anni, anche la voglia
di andare a fare una bella camminata. Ma noi non ci limitiamo solo a smaltire
le calorie. Le nostre camminate sono sempre oculate, e ogni volta che possiamo
raccogliere qualche erba spontanea o fiore commestibile non ci lasciamo
sfuggire l’occasione.
L’anno
scorso, in particolare, è nato in me un forte amore per questo tipo di
ingredienti. Sarà forse la crisi, che ci porta a riprendere in considerazione
tutta una serie di ingredienti, oppure la possibilità di ritornare a sapori e
profumi ormai quasi dimenticati, però a me la cosa piace tantissimo, anzi ne
sono quasi ossessionata!
Capitano
a fagiolo quindi due grandi occasioni. In primis questa domenica avremo la
possibilità di incontrare (e interrogare!) un grande esperto di erbe spontanee
qui in Friuli, il signor Ennio Furlan, che insieme alla rivista Quanto basta FVG
organizzano un’escursione nelle nostre montagne alla ricerca di queste
formidabili piantine.
In
secondo luogo, giusto ieri, abbiamo scoperto che Ambra del blog Il gattoghiotto, ha organizzato un contest proprio su questo tema. Partecipiamo già con
la ricetta dei tortelli allo sclopit, e ora anche con la ricetta di oggi,
questi fantastici canederli speck e sclopit (lo sclopit/Silene vulgaris ci piace un sacco come potete vedere!).
Tutti
pensano che i canederli siano una ricetta tipica solo ed esclusivamente del Trenitino-Alto
Adige e delle zone alpine di Veneto e Friuli, ma in realtà sono molto
importanti anche nella cucina triestina di origine austro-ungarica. Proprio qui
li ho mangiati la prima volta, in una delle tante birrerie in cui i piatti
forti sono, oltre ai canederli, i fantastici bolliti e vari tipi di wurstel.
Mi
sono innamorata di questo modo comodissimo di riciclare il pane raffermo, e
della possibilità di aromatizzarli e condirli in così tanti modi a seconda
della stagione e degli ingredienti che si ha in casa. E ovviamente del loro
fantastico sapore.
Buon
weekend
Alessia
Tempo
di preparazione: 1 ora
Difficoltà:
facile
Ingredienti
(per 20 canederli)
- 300 g di pane raffermo
- 300 ml di latte
- ¼ di cipolla
- 60 g di speck
- 100 g di sclopit già lessato
- 2 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
- 2 uova
- sale
- pepe
- 4 cucchiai di farina 0
- burro
- ricotta vaccina affumicata della
latteria di Ovaro
Spezzettate
il pane e irroratelo con il latte. Lasciate ad ammorbidire. Intanto ponete 1
noce di burro in una padella antiaderente, rosolate la cipolla tagliata fine e
ripassate lo sclopit precedentemente lessato e strizzato dall’acqua in eccesso.
In
una ciotola mettete lo sclopit e la cipolla così cucinati, lo speck tritato
finemente (noi con il tritatutto), e il parmigiano. Prelevate il pane ammollato
e tritatelo finemente al coltello (a noi il canederlo piace fino; se lo
preferite più rustico, spezzettate a pezzi piccoli il pane prima di bagnarlo
con il latte, e saltate questo passaggio) prima di mettere anch’esso nella ciotola.
Mescolate bene il tutto.
A
parte rompete le uova, salatele e pepatele. Versatele nella ciotola e
amalgamate bene il tutto. Aggiungete infine un cucchiaio di farina. Vedrete che
il composto si staccherà dalle pareti: a questo punto è pronto.
Con
l’impasto formate della palline di media grandezza. Ripassatele in un piatto
fondo in cui avrete posto la restante farina. Cuocetele in acqua bollente
salata finché non vengono a galla (i nostri ci hanno messo 5 minuti circa).
I
canederli possono essere serviti in molti modi. In pieno inverno li si mangia
soprattutto con un bel brodo di carne (in cui vengono cotti), ma noi abbiamo
preferito un’altra versione, altrettanto tradizionale, ovvero irrorati con
burro fuso e abbondante ricotta affumicata.
Come abbiamo voluto già sottolineare negli ingredienti, la ricotta affumicata utilizzata è quella della Latteria di Ovaro, un piccolo paesino della Carnia vicino al confine con il Veneto. Il piccolo caseificio produce vari formaggi, soprattutto di latte vaccino, ma anche di capra, mescolando la tradizionale lavorazione artigianale con impianti nuovissimi e molto tecnologici. E' la prima volta che assaggiamo un prodotto di questo caseificio e ne siamo rimasti entusiasti. Perciò abbiamo fatto incetta di forme di ricotta affumicata, e speriamo di avere in futuro l'occasione di provare anche gli altri prodotti.